giovedì 21 febbraio 2008

Saviour Machine - 'Saviour Machine I' - Intense Records - 1993

Con questo disco parte la leggenda, quella di una band di fede cristiana che dona alla proprie composizioni un velo di sacralità e di drammaticità, che presenta testi cristiani ispirati dalle sacre scritture, un look assolutamente nuovo per mano di Eric Clayton, mente ed anima della band il quale si esibisce con la testa completamente dipinta di bianco, calvo ed un pendant con croce fissato nel mezzo della fronte. Heavy metal dalle profonde tinte oscure che attinge da certa dark-wave tipica degli '80(non è un azzardo nè il paragone con i Sister of Mercy né un confronto tra le voci baritonali di Clayton e Eldritch) ma che cammina con le proprie gambe grazie proprio alla mistura del sound sviluppato dalla band. Una vera leggenda, una band che si presenta al mondo musicale in piena epoca grunge e con un sound del tutto atipico. Combo coraggioso che mostra subito la personalità che la contraddistinguerà anche negli anni a venire, lontana dai trend e solo concentrata a portare avanti un discorso ben preciso, coerente, a volte fin troppo "rigido" ma indubbiamente di grande fascino. Il cotenuto del disco è di quello che cattura al primo ascolto e che non stanca anche dopo averne a lungo "abusato". La musica dei Saviour Machine è un luogo di ritrovo per anime addolorate, una sorta di luogo sacro in cui viandanti stanchi cercano un posto lontano dalla quotidianità. E "Carnival of Souls" è la porta di questo luogo, una porta sempre aperta che si muove su un 4/4 reso sognante dalla chitarra di Jeff Clayton che tesse trame celestiali sopra un manto di velluto nero disteso tra le corde vocali di Eric. Oltre la porta aspettano ansiose, invece, vere e proprie cavalcate metalliche come "Force Of The Entity" e la seguente spettacolare "Legion", che si impone con il suo mid-tempo stralunato accompagnato dal piano per poi esplodere nella seconda parte con una cavalcata degna della Vergine di Ferro e senza mai cancellare la propria impronta drammatica. Tutti i brani nascono e muoiono all'ombra della voce di Clayton in quella che si presenta come la prova più "metallica" della loro discografia, capace di interpretare tutti gli umori dettati dalle tematiche di cui scrive e di rendere l'intero disco una sorta di rappresentazione teatrale dove lui è il protagonista e gli altri componenti della band il cast artistico. La sua prova in "The Son Of The Rain" mette in contatto chiunque con il "suo" Dio anche se con idee religiose diametralmente opposte. E la band lo segue di pari passo come una comunità di fedeli al cospetto del proprio tramite verso l'Occhio Eterno che tutto dovrebbe muovere. Un disco che dona speranza e che allo stesso tempo riflette sul male che l'annebbia.

Sito ufficiale

2 commenti:

stone ha detto...

interessante...

Shadowland ha detto...

Un po' alla volta metto su tutta la discografia...:-)