martedì 12 febbraio 2008

Jules e Jim - di Francois Truffaut. Con Henri Serr, Jeanne Moreau, Marie Dubois, Oskar Werner. B/n 1oo min. Produzione Francia.

Il mènage a trois più famoso della storia del cinema in cui amicizia ed amore si librano tra città(Parigi), e montagne(austriache) dell’Europa della prima metà del secolo scorso con una purezza “ideale” difficilmente riscontrabile in altre opere cinematografiche e che rendono la pellicola un’entità eterea, impalpabile. Un film universale, libero, non convenzionale, tragico ma poetico, una poesia talmente alta che rende anche il gesto finale un atto d’amore inopinabile, “arbitrato” da un Truffaut incredibilmente raffinato e malinconico il quale, con mano leggera e cuore in orbita dirige senza mai invadere la sceneggiatura con personalismi di genere. Il film narra la storia di Jules(Werner) e Jim(Serre), due ragazzi, uno francese(Jim) ed uno austriaco(Jules) i quali trascorrono le giornate corteggiando donne fin quando, di ritorno da un viaggio in Grecia, incontrano Catherine(Moreau) e ritrovano lo stesso sorriso che avevano visto scolpito su una statua. Catherine li ama entrambi, ma sceglierà di sposare Jules. Inizia così lo sviluppo della trama che si dipana tra divisioni(i due combatteranno contro durante la prima guerra mondiale), ed incontri(Jules che invita Jim allo chalet in montagna dove vive con Catherine e una figlia), tra la passione labile di Catherine(che sente di non amare più Jules), e la rassegnazione di Jules che accetta l’amore di lei per Jim. Fino ad arrivare all’ultimo atto del film quando Catherine, sconfitta dalla sua stessa labilità affettiva compie un tragico gesto. Jules, distrutto, in un atto di libertà emotiva straziante, al di fuori del Tempo e dello Spazio e di ogni altro Ente confutabile, piangerà l'assenza di entrambi. Un film massacrato all'epoca per le scelte di Truffaut giudicate amorali, per il suo completo distacco e senza partecipazione/presa di posizione. Ma un film che sotterra ogni possibile critica sotto metri e metri di poesia e libertà spirituale. Un film che ancora oggi conserva un enorme fascino decantando l’incontenibile forza dell’amore. Quello puro, ideale e da molti inseguito ma quasi mai raggiunto e, forse, motivo per cui continuiamo a rincorrerlo.

2 commenti:

Mario Scafidi ha detto...

libertà, amore amicizia. hai toccato i punti cardine della magnificenza di questa pellicola straordinariamente bella.

monia ha detto...

bellissimo, uno dei miei film preferiti in assoluto.le tue parole rendono perfettamente il significato e la belezza del film. complimenti!