mercoledì 6 febbraio 2008

Il Padrino - di Francis Ford Coppola. Con Marlon Brando, Al Pacino, Robert Duvall, James Caan, John Cazale, Talia Shire, Sterling Hayden. Colore 175 min. Produzione Usa 1972.

Film tratto dal romanzo omonimo di Mario Puzo(che a discapito di molte credenze non è tratto da storie vere), a struttura patriarcale e mafia inquadrata come legata al concetto di onore e "giustizia" interna seppur nella sua spietata realtà. Ma non è solo un film sulla mafia, anzi, da questo punto partono tutti i temi cari a Coppola come la fede ed il tradimento, la solitudine dell'uomo: Vito Corleone(Marlon Brando), che dinanzi allo scorrere del tempo e al cambiamento fisiologico cui è soggetta la sua "famiglia" non si riconosce più in quel mondo che aveva contribuito a costruire(tema affrontato ancora una volta da Coppola in "Apocalypse Now". Ricordate il colonnello Kurtz?). Onore, la parola chiave della psicologia di Don Vito, lo stesso onore che lo porterà a rifiutare l'appoggio economico alla famiglia Tartaglia per iniziare le gestione del traffico di droga(considerata, paradossalmente, da Don Vito come "roba schifosa" capace di portare morte a chi ne fa uso). Un rifiuto che scatenerà una guerra tra le famiglie ed una spirale di morte infinita. Michael(Pacino), decorato di guerra "estraneo" alla condotta dei Corleone fino ad allora prenderà le redini della famiglia. Ma la sua guida, ancora più spietata, produrrà altri cadaveri "eccellenti". Ambientato negli anni '40, Coppola sceglie una narrazione che si discosta completamente dai film di genere e dirige un film sulla mafia trapiantata in America come una rappresentazione teatrale. Infatti, il film gira tutto intorno alle atmosfere ed alle luci(costantemente in contrasto), ed alle interpretazioni. Nessun gesto tecnico ne innovazioni ma solo una telecamera fissa che riprende lo svolgimento e lo sviluppo della trama. Grande cura dei dettagli, interpretazioni memorabili, psicologia dei personaggi che meriterebbe una trattazione a parte ed una struttura d'insieme che si muove compatta e con determinazione senza mai sfilacciarsi per strada "calpestando" costantemente lo spettatore senza lasciargli tregua. Monumentale la fotografia di Gordon Willis, musiche di Nino Rota. Tre Oscar: film, sceneggiatura e miglior attore protagonista(Brando). Capolavoro assoluto.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Hai già detto tutto tu. Sottoscrivo: capolavoro assoluto.
Ale55andra

Mario Scafidi ha detto...

le tue digressioni sugli aspetti registici e tecnici sono molto interessanti.