martedì 25 marzo 2008

Onora il Padre e la Madre - di Sidney Lumet. Con Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke, Marisa Tomei, Albert Finney. Colore 117 min. Produzione Usa 2007.

Ad 84 anni suonati Lumet ci arriva con ancora tanta rabbia in corpo. Questa sua nuova opera è un inno cinico in cui serpi velenose covano bastardamente dentro la famiglia. Tanto per dirci ancora una volta che il nucleo familiare può essere, di pari passo con un rifugio, anche un qualcosa da cui fuggire perché si perpetrano crimini indicibili. Figli alla deriva in guai economici e sentimentali. Bevitori incalliti e tossici che organizzano una rapina alla gioielleria dei genitori. Da due teste di cazzo non c'era d'aspettarsi filasse tutto liscio. Prima Hank(Hawke) manda a puttane il colpo tirandosi dietro un complice incapace; dopo Andy(Seymour Hoffman) non riesce a tenere a freno la valanga generata dal fratello(e dalla sua mancata organizzazione di un piano b) e mette in moto un vortice di pura follia omicida complice anche una vita interiore e matrimoniale fallimentari. Sarà lui stesso vittima per mano inaspettata. Figli che uccidono i genitori, genitori che uccidono i figli. Con una struttura temporale che rimanda al modo in cui ogni protagonista vive la faccenda, a metà tra flash-back e scomposizione e con fervida lucidità il buon vecchio Sidney inscena una tragedia familiare diabolica dove la devastazione interiore dei protagonisti comporta risultati sconvolgenti. Saltano tutti i ruoli al cospetto di una resa dei conti dove ognuno è a suo modo una belva inferocita alla ricerca di una via salvifica o di vendetta. Charles(Finney), il padre è, forse, metaforicamente, l'unico a trovare quello che cerca in quell'abbaglio finale che lo conduce beffardamente in "paradiso" prima dell'arrivo del "diavolo"(vedi significato del titolo originale del film. Per l'ennesima volta storpiato dalla distribuzione italiana). Bellissimo e con interpretazioni eccezionali(e con la Tomei che per la prima volta si mostra in tutto il suo splendore).

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Straordinario!!! Hawke e Hoffman teste di cazzo ancora non l'avevo sentito! :P
Ale55andra

Shadowland ha detto...

Eh, ho pensato che il "francesismo" in questo caso specifico ci stesse tutto. :-)

Mario Scafidi ha detto...

il finale, con quella mossa di rivincita del padre...non ho parole!.. la tomei..OH MADONNA BENEDETTA DELL'INCORONETA DI FOGGIA CINOFILA!!!

stone ha detto...

bellissimo film "before the devil knows you are dead"! io ho una visione tutta personale del film... mi sa che l'ho interpretato male...

Shadowland ha detto...

Qual è la tua interpretazione, stone?

stone ha detto...

che la prima scena sia in realtà il sogno nella morte di Hoffman e che invece di essere l'inizio del film è la fine. con Hoffman che dopo la morte(alla fine del film) é nel suo "paradiso personale", e cioè a Rio con la donna che ama, con cui finalmente riesce a fare l'amore e con i soldi della rapina andata a buon fine. e con questo il regista ci avrebbe dato la sua idea di paradiso. e cioè che è come se fosse un sogno eterno di ciò che più desideriamo. quindi ognuno dopo la morte avrebbe il suo personal paradise in base ai suoi desideri finali. che dici, ho bevuto troppo? :-)

Shadowland ha detto...

Beh, stone, è un'intepretazione molto interessante la tua. Potrebbe anche essere sia come dici, non lo escludo. Bisognerebbe trovare qualche intervista(se esiste) di Lumet e provare a vedere se para della struttura del film. Siccome i flashback lui li ha catalogati facendoci sapere a quando risale il periodo raccontato, mi pare strano non lo abbia fatto anche con quelle scene iniziali. Ma a pensarci bene quell'inizio un perchè lo deve avere. Faccio un giro in rete e vedo se trovo qualcosa.

PS. Bevuto troppo non saprei, ma non smettere mai di bere. :-)

stone ha detto...

in effetti aveva dei dubbi anche mia sorella sulla mia spiegazione :-) vabbè magari la faccio anch'io questa ricerca ;-)