mercoledì 30 gennaio 2008

American Gangster - di Ridley Scott. Con Denzel Washington, Russel Crowe, Armand Assante, Cuba Gooding Jr. - Colore 157 min. Produzione Usa.

Ascesa e caduta di Frank Lucas(Washington), boss della droga nella Harlem degli anni '70. Tratto da una storia vera raccontata nel libro omonimo di Marc Jacobson, il nuovo film di Scott riporta un auge il tema classico del gangster movie e lo dirige con altrettanta classicità. Un duello di fondo che sembra quasi la serie di un telefilm che vede due figure contrapposte che cercano di dare il meglio nel loro mestiere(come già accade nello splendido "The Heat - La sfida" di Michael Mann): Lucas da una parte che "griffa" la sua produzione impadronendosi del mercato della droga, Roberts(Crowe) dall'altra, poliziotto ostinato e rispettoso della legge. Una dicotomia ben rappresentata da una sceneggiatura solidissima che tratteggia la personalità dei due protagonisti con puntiglio e profondità. A dire il vero è tutto l'impianto strutturale ad essere a dir poco entusiasmante. Fluido nonostante il racconto proceda per gradi e con un montaggio esemplare che passa da un protagonista all'altro continuamente senza mai ostacolarne lo sviluppo narrativo. Superlativa la prova d'insieme del cast con un Washington straordinariamente calato nella parte e Crowe che lo segue a ruota il quale, forse, non è mai stato così attento ed inquadrato in un ruolo. Da par suo Scott si rimette in riga dopo le recenti prove non esaltanti grazie ad una direzione di sostanza, senza sprechi di immagini né virtuosismi tirando fuori il meglio dagli attori. Forse il film pecca dal lato strettamente emozionale. Pur essendo avvincente non raggiunge mai una tensione tale da lasciarti una traccia dentro da ricordare. Un incedere corale fascinoso ma forse troppo contenuto. Un ottimo film, in pratica, ma eccessivamente incensato. Scomodo ed improprio il paragone con "Il Padrino".

4 commenti:

Anonimo ha detto...

La pecca di emozionalità che viene riscontrata un pò da tutti coloro che hanno commentato il film a mio avviso non sta in piedi, sempre parlando per me. A mio avviso ad esempio il finale (con loro due che si incontrano) è uno dei più emozionanti mai visti.
Ale55andra

Shadowland ha detto...

Ecco, io avrei proprio sviluppato meglio la parte finale. Colloquio durante il processo a parte, Lucas che spiffera tutto con la squadra e Roberts compiacenti merita più di una corsa verso un finale che si conclude con le solite note didascaliche sulle vicende dei protagonisti post-film.
Poi, per carità, le emozioni sono così soggettive che diventano insidacabili. :-)

Deneil ha detto...

uff lo devo ancora vedere...ma appena lo vedo ti faccio sapere!quel paragone con il padrino non so da dove gli sia saltato fuori comunque..

Mario Scafidi ha detto...

sono d'accordo con quello che dici: i ha trasmesso le stesse sensazoni (apprezzamento per gli attori a parte...)