venerdì 4 aprile 2008

My Blueberry Nights - di Wong Kar Wai. Con Norah Jones, Jude Law, Rachel Weisz, Natalie Portman, David Strathairn. Colore 111 min. Produzione Francia, Cina, Hong Kong 2007.

In molti si chiedevano cosa ne sarebbe rimasto della poetica del regista cinese al suo primo film americano. La risposta è immediata: è ancora tutta lì, integra. Struggente, poetica, lacerante. Visivamente emozionante. Come sempre, in pratica. Elizabeth(Norah Jones) vive un lutto amoroso, lasciata dal ragazzo. Comincia a frequentare il ristorante gestito da Jeremy(Jude Law). Parla con lui, si confessa. Lui ricambia. Ogni sera lei mangia la deliziosa torta di mirtilli con gelato che lui prepara(da qui il titolo originale. Ridicolo il titolo scelto per la distribuzione italiana che per pudore non nomino neanche). Ma Elizabeth non è ancora pronta. Le ferite sono ancora fresche. Aperte, fanno ancora male. Allora decide di partire alla ricerca della cura. Incontrerà altri cristi alla deriva per poi ritornare alla fine del viaggio dopo quasi un anno. Un road movie malinconico, amaro e per certi versi anomalo dove la protagonista si sposta di città in città senza che c'è dato vederle. Un film d'interni che sfoggia una fotografia che lascia a bocca aperta e girato quasi interamente in notturna dove il tocco di Wong è ancora più pronunciato. Luci e neon, vetrine fumose, atmosfera sommessa e ritmi lenti, protagonisti quasi incorniciati da frequenti primi piani, ralenti, immagini sbiadite, colonna sonora importante e straziante(Ry Cooder) ed una presa di posizione controcorrente che rinuncia alla tecnologia e lascia Elizabeth scrivere a penna una marea di cartoline spedite all'amico Jeremy. Certamente pellicola più lineare delle precedenti e forse il finale più lieto della filmografia del regista asiatico, ma questo è grande cinema. Lussureggiante, romantico, sognante. Il racconto di una crescita interiore che avviene proporzionalmente al contatto con altri disperati. Ritrovare se stessi nel dolore e nel senso d'angoscia degli altri. E quando capisci che i sentimenti non fanno più paura, allora è tempo di attraversare di nuovo la strada. Bene la Jones qui alla sua prima prova ed eccellenti tutti gli altri, Strathairn su tutti nelle vesti del poliziotto alcolizzato lasciato dalla moglie(Rachel Weisz. Bellissima).

Più Wong Kar-Wai per tutti.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Direi che non è all'altezza dei suoi precedenti capolavori, ma non per questo va bistrattato, anzi. Io l'ho trovato davvero bellissimo.
Ale55andra

Shadowland ha detto...

Assolutamente d'accordo, Ale. In the mood for love e 2046 sono di un altro pianeta, ma ad avercene di film della stessa sostanza che trattano gli stessi temi.

mario ha detto...

sei una consolazione, shadow, ne avevo letto male un po' ovunque (ale55andra esclusa)e questo mi è dispiaciuto. perchè riponevo un certo numero di aspettative sul film. lo vedrò, spero, presto.

Shadowland ha detto...

Mario, ti assicuro che quanto meno è un film assolutamente da vedere perchè al di là di tutto il resto visivamente merita moltissimo. Su questo piano il prezzo del biglietto lo vale tutto. Poi, magari, scappa anche possa piacerti quel "tutto il resto".

Martin ha detto...

Da quello che ho letto in giro, e tu non sembri smentire, mi pare che non ci sia nulla di nuovo, nulla che non sia gia' visto in altri suoi film.
Il che va bene solo per chi lo ama a prescindere.

Shadowland ha detto...

Il tema trattato non è nuovo, sicuro.
Il come, invece, è diverso. Un road movie è un'assoluta novità per Wong.

Martin ha detto...

Ok. Prometto almeno un recupero in dvd, visto che almeno In the mood for love mi era piaciuto molto.

Christian ha detto...

In realtà il tema del road movie lo aveva già sfiorato in "Happy together", e anche stavolta sembra più focalizzarsi sulle pause durante il viaggio che sul viaggio stesso (tranne forse nella parte con Natalie Portman).