martedì 11 marzo 2008

Prima della Pioggia - di Milcho Manchevski. Con Katrin Cartlidge, Rade Serbedzija, Gregoire Colin. Colore 115 min. Produzione Macedonia/UK 1994.

Tre episodi. Tre storie che si intrecciano e formano un unico plot narrativo. Un unico racconto drammatico che scuote l'anima, che ti pulsa nel petto e nella testa alle porte dei conflitti etnici nella ormai ex-Jugoslavia. Conflitti che travalicano i confini ed arrivano in altri paesi separando ed allo stesso tempo unendo destini. Zamira, albanese, si rifugia in un monastero macedone accusata di aver ucciso un uomo.
Anne lavora in una agenzia inglese a Londra. Perderà il marito accidentalmente in una sparatoria e si innamora di Alexander, fotografo macedone tormentato dai suoi stessi scatti e dalla volontà di tornare al suo villaggio anch'esso preda della guerra civile. Struttura complessa che lascia volutamente più di un punto in sospeso mentre il racconto non si ferma neanche in punto di morte. Il senso che si avverte è che la violenza non conosce limiti mentre l'uomo li mostra miseramente tutti. Qui alla seconda prova, Manchevski tiene insieme i tanti fili di un puzzle visivo toccante e lo fa con la maestria di un autore navigato. Sceglie un'ambientazione arcaica, paesaggi mozzafiato e spennellate di colori anticati che ti fanno capire da dove discende il film. E quella scomposizione (a)temporale della sceneggiatura, che rende lo scorrere del tempo la colonna sonora di un insieme di anime destinate a non trovare mai quiete, fornisce materia di discussione a volontà sul concetto del cerchio(finisce lì dove inizia) che non si chiude mai. Davvero un gran film. Leone d'oro a Venezia ex aequo con "Vive l'amour" di Tsai Ming-Liang.

3 commenti:

Christian ha detto...

Gran bel film!
Riguardo alla scomposizione temporale, curiosamente (e casualmente, credo) uscì nello stesso anno di "Pulp Fiction"...

Shadowland ha detto...

Si, curiosamente anche "Pulp Fiction" nello stesso anno strutturato uguale.

Mario Scafidi ha detto...

non l'ho visto. però dello stesso regista ho visto "dust" che mi ha fatto letteralmente cagare.