lunedì 3 marzo 2008

Angeli perduti - di Wong Kar Wai. Con Leon Lai, Michele Reis, Takeshi Kaneshiro. Colore 95 min. Produzione Hong Kong.

Da una costola di "Hong Kong Express" Kar Wai ne ricava un altro film sulla solitudine. Una riflessione amara sull'incapacità del rapportarsi agli altri e sui sentimenti che non trovano sfogo. "Angeli perduti" è uno sguardo alienato e desolato sull'esistenza ritratto con telecamera in spalla, dilatazioni di immagini e filtri, ralenti. Estetica da videoclip come il regista ci ha abituato. Un universo onirico malinconico sullo sfondo di una Hong Kong stralunata e perennemente notturna. Storia di tre personaggi che non riescono a trovare posto nella società che li ospita, ognuno con la propria vita fatta di affanni, di dubbi e che grazie al Caso si incontreranno non sapendo nulla dell'altro. Un tragico epilogo ed un lampo di luce sul far del mattino rappresentano un finale mozzafiato: soprattutto l'immagine di due dei protagonisti lanciati in moto mentre albeggia è poesia pura. Un film disperato e di appena accennata speranza che non disdegna momenti divertenti e bizzarri ma sempre in una prospettiva che relega il protagonista in un'ottica solitaria, inadatto all'affettività. Angeli che cadono, desolati, turbati. Piccole anime che perdono la partita con la vita e che cercano una via salvifica tramite la cognizione del dolore prima e la fuga attraverso esso dopo.

6 commenti:

Mario Scafidi ha detto...

ho capito, tu vai matto per Wong Kar Wai. come darti torto!

Shadowland ha detto...

Hai capito bene. :-)

stone ha detto...

sembra un gran bel film...

Shadowland ha detto...

Al di là dei gusti personali penso che qualsiasi film di Wong Kar Wai meriti almeno una visione.

Ciao stone, ci si rivede. :-)

Christian ha detto...

Sì, è ancora più disperato e notturno di "Hong Kong Express". Molto bello anche questo, anch'io amo molto WKW!

stone ha detto...

eh sì... un ritorno di fiamma :-)