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venerdì 18 aprile 2008

Il cinema secondo Hitchcock - di Francois Truffaut. 311 pg.

Dai più ritenuto - probabilmente a ragione - il più bel libro sul cinema, quest'opera risulta sicuramente tra gli apici delle bibliografia sulla settima arte. Pensato da Truffaut nel lontano 1967, il libro è una lunga conversazione che ripercorre la filmografia del regista inglese. Tantissime domande, appunti sul montaggio, sugli effetti speciali, sui tempi narrativi, sui mezzi utilizzati, curiosità varie sui successi dei film e dettagli curiosi sui risvolti delle riprese, sceneggiature comprate e mai diventate film, considerazioni sugli attori, tanto fine umorismo e molto altro che oltre al genio mettono in mostra anche molta vita privata di Hitchcock. Una sorta di biografia sia professionale, sia umana che investe quasi 50 anni di vita del regista di capolavori come "Psycho", "Intrigo Internazionale" e via discorrendo. Un'opera che santifica un grande del secolo passato che non godeva affatto di tutti i riconoscimenti ricevuti dopo la sua morte, ma anche un libro di supporto alla quasi ossessiva insistente azione di Truffaut nel mettere in risalto e ritenere indispensabile la filmografia del regista perlopiù snobbato dalla critica del tempo. Intuizioni, dibattito lucido e serrato ed una bellissima presentazione dello stesso regista e critico francese, poi, fanno da cornice ad un quadro di per sé già eccezionale. Un libro, passatemi la retorica, che non dovrebbe davvero mancare a nessun cinefilo che sia tale.

giovedì 6 marzo 2008

La Famiglia Winshaw - di Jonathan Coe. 480 pg. 1995

Uno scrittore, Michael Owen, che prende in carico l'onere di scrivere la biografia di una potente famiglia inglese negli di governo della Thatcher. Ne resterà vittima man mano si addentrerà nei segreti e nelle vicende che caratterizzano tutti i Winshaw, fino al colpo di scena finale, beffardo e cinico. Parte di quella trilogia di Coe sui vari decenni della vita politica e sociale dell'Inghilterra, "La famiglia Winshaw" dei tre("La Banda dei Brocchi" e "Circolo Chiuso" gli altri due) fa storia a sè non avendo legami con gli altri due romanzi. E, probabilmente, è quello che nonostante descriva un periodo storico di una specifica nazione riesce ad inquadrare alla perfezione gli anni '80 di un qualsiasi altro paese. Difficile non rispecchiarsi in una decade storicamente importante soprattutto sul piano politico. Al di là di queste considerazioni, Coe dimostra ancora una volta una di essere un dissacrante cantore di una nazione potente e complessa. Il suo stile si fa ancora più acido senza mai perdere d'occhio la leggerezza, l'ironia ed il romantisismo di fondo che lo contraddistinguono. Mette a nudo tutti i vizi e la bastardaggine del potere di una famiglia composta da affaristi privi di scrupolo con uno sguardo amaro e disilluso che attraversa più generi, dal giallo al comico. Per giunta un libro colto, pieno zeppo di citazioni letterarie e cinematografiche(Coè ha scritto anche una biografia di Bogart) che si incastrano bene nella struttura e mai di troppo. Intelligente e perfido, spiritoso e spietato. Un ritratto a tutto tondo di un'epoca destinata a non smettere mai di suscitare clamore. Nel bene e nel male.

venerdì 15 febbraio 2008

Circolo Chiuso - di Jonathan Coe. 403 pg. 2004.

Il seguito de "La Banda Dei Brocchi" in cui i personaggi si ritrovano adulti ognuno in preda a nuove frustrazioni, alle proprie ambizioni, alcuni ancora tra le grinfie del passato, altri tra difficili convivenze affettive, nuovi amori, scelte complicate, inevitabili altri incontri con altri personaggi che arricchiscono il parco dei caratteri della trama e che Coe ancora una volta riesce a dirigere con la sua intensa leggerezza e la sua tipica ironia da perfetto englishman. Parte della trilogia dedicata alla vita sociale e politica dell'Inghilterra del trentennio' 70-'80-'2000 - "La Banda Dei Brocchi" ripercorre gli anni '70, "La Famiglia Winshaw" gli '80 - "Circolo Chiuso"(il nuovo millennio) è un affresco dai colori accessi, come nella stile di Coe anche passionale ma calato in un clima storico grigio ed insicuro tra il pre ed il post 11 settembre, tra le paure e le speranze che la fine e l'inizio di un millennio si porta dietro ed in cui ancora una volta le lotte sindacali hanno il loro importante posto nel racconto. Poi matrimoni che saltano, segreti svelati, destini che si incrociano, colpi di scena, la guerra, gli interessi economici, le scelte politiche e la struttura perfetta del libro che ti tiene incollato alle pagine fino alla fine mentre brami dalla voglia di sapere come andrà a finire. Cosa che ti permette di arrivare alla fine come se avessi appena iniziato. Si narra dell'Inghilterra, ma non è arduo riconoscersi nei personaggi, sia riconoscere il nostro paese alle prese con le storture del mondo contemporaneo. Un libro più universale e meno cinico dei precedenti, questo, forse perché lo sfondo sociale dentro cui si muove tocca ormai tutti a prescindere dalla nazionalità e per di più calato pienamente nell'era della globalizzazione. Una trilogia che si chiude alla grande e che completa un ciclo narrativo ambizioso che designa Coe come uno dei migliori scrittori dei nostri giorni.

venerdì 1 febbraio 2008

La Banda Dei Brocchi - di Jonathan Coe. 380 pg - 2001

Birmingham, anni '70. Quattro liceali che vivono gli anni dell'adolescenza, ad un passo da quella adulta, in un decennio colmo di avvenimenti politici, sociali e personali. Quasi una sceneggiatura di un film con il libro che inizia con due figli di due protagonisti della storia che si incontrano nel 2003 a Berlino e tramite un lungo flash-back rievocano i fatti di quegli anni. Musica, amori, lotte sindacali, differenze di classe, terrorismo ed altro ancora mentre la vita scorre inesorabile plasmando il destino di tutti. Un caleidoscopio di personaggi che Coe riesce a disegnare con un'ironia ed una dolcezza di fondo impressionanti. Prima parte di una storia che vedrà gli stessi personaggi ed altri nuovi nel seguito "Circolo Chiuso", a tratti scanzonato, irriverente, romantico. Pagine che appassionano, a volte dure guidate da uno stile fermo, diretto ma mai formale. Pagine di formazione di un gruppo di anime nel quale è facile calarsi e riconoscersi nonostante le ambientazioni e le differenze culturali che si possono riscontrare. Un grande affresco di una decade controversa ed allo stesso tempo affascinante, popolata da personaggi che difficilmente si dimenticheranno grazie ad un autore capace di far camminare le parole, di dare vita a sentimenti e ad eventi con la stessa destrezza e cinica tenerezza con cui la vita segna la sorte di ognuno di noi.

Curiosità: Il titolo originale del libro, "The Rotter's Club", è preso pari pari dal titolo di un disco degli Hatfield And The North, band progressive inglese attiva nei '70 e più volte citata nel libro.

venerdì 11 gennaio 2008

Heinrich Boll - Croce senza amore - 332 pg. - 1947

Storia dei fratelli Bachem che attraversa la follia hitleriana dalla sua nascita all'arrivo dei carriarmati russi in terra tedesca. Hans crede nel nazismo, fa carriera e diventa tenente. Christopher viene mandato al fronte contro la sua volontà conscio che quello che sta accadendo è pazzia pura. In mezzo la madre dei due, enigmatica e dolce, forte e debole allo stesso tempo la quale, come Chirstopher, non crede nell'apparente "bontà" nazionalista della Germania di allora. Sullo sfondo una lotta estenuante sul piano sociale e morale tra le due croci, quella cattolica e quella uncinata. Boll è un reduce della seconda guerra mondiale ed un cattolico. Scrive pagine dolorose contro l'inesistenza della Chiesa durante quel tempo scellerato, allo stesso modo dell'insensatezza della vita da soldato lui che l'ha vissuta sulla propria pelle. Da qui l'ambiguo titolo di un libro pubblicato solo 2002, anni dopo la morte dello scrittore, Nobel nel 1971, rifiutato a cavallo della fine della guerra da un editore ancora troppo servile. E' un libro non del tutto maturo. Lo stile è ancora acerbo ma ancora "caldo", scritto di getto poco dopo la fine del conflitto che caratterizza personaggi angosciati, tormentati da quella sorta di conflitto tra Cristianesimo e Nazismo che ripercorre tutto il libro, avvolti nella sofferenza ma non incapaci di cogliere attimi di estrema dolcezza e lucidità dei quali Boll tratteggia una psicologia profonda. Pagine importnati che di tanto in tanto fanno sentire sulla lettura tutto il loro peso morale, ma assolutamente funzionali all'opera. Una autore alla prima prova che racconta dall'interno un periodo tra i più neri della storia dell'umanità. Pubblicato molto tardi, ma ancora terribilmente attuale.